Sono arrivato…

Dopo una settimana di navigazione ho messo piede ad Ellis Island. Sette giorni di burrasca e di tarme. Il momento in cui ho messo piede sulla terraferma è lo stesso in cui sono ripartito. In volo, in volo, errante per definizione, instabile per passione. Attendo istruzioni per continuare ad andare….

Emanuela…

Emanuela va, Emanuela viene. E’ curioso il ritmo del nostro rapporto. Silenzi, silenzi, parole, e poi ancora silenzi e parole. Ha resistito al tempo? Emanuela fa parte del mio tempo. Un pensiero, un’idea, un altro pensiero, un impulso, un affetto buono. Credo che ci prenderemo presto un caffé insieme…Le tirerò la tazzina? Ci metterò dentro anche il cucchiaino…

Gomitoli…

Passerò il tempo a spicciare pensieri? Oppure, in un impeto di violenza, saranno questi grumi di immagini ed energia a spingermi, spingermi…Dove «nessun uomo è mai giunto prima», la, la, la, la, sha-la-sha-la-la. E intanto si va, calde le suole, buoni gli occhi, il futuro è già qui, il domani è già scritto……….

Esame…

Caffé, caffé… se continuo così darò il soffio vitale ad una vigorosissima ulcera…Ma guarda, sono tornato a dare esami. Due anni e mezzo per disintossicarmi da quelli precedenti, due anni e mezzo per non mandare giù un boccone, per rimanere, per non andare e lasciare che le cose fluiscano. Un piede fra lo stipite e la porta, un piede solo, … Continua a leggere